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sabato 9 ottobre 2021

Back to the Future all'Adelphi Theatre


Negli ultimi anni diversi classici per famiglie come Tootsie, Beetlejuice e Mrs. Doubtfire sono stati riadattati per le scene con risultati altalenanti. Ora si aggiunge alla lista anche Ritorno al futuro, il grande successo del 1985 che segue le vicende di Marty McFly, un adolescente che dopo un incidente con una macchina del tempo rimane intrappolato nel 1955. Il teenager, per errore, rovina il primo incontro dei suoi genitori e la sua futura madre si invaghisce di lui: non solo Marty dovrà trovare un modo di tornare negli anni ottanta, ma deve anche far sì che i genitori si innamorino, altrimenti non ci sarà alcun futuro per lui...

Visto il successo da oltre trecento milioni di dollari e i due sequel, era inevitabile che un giorno Ritorno al futuro avrebbe raggiunto anche le scene e il progetto è in cantiere da quasi un decennio. Il compositore Alan Silvestri, già autore della leggendaria colonna sonora del film, ha firmato un'altra ventina di brani musicali, mentre Robert Zemeckis e Bob Gale hanno curato l'adattamento della loro stessa sceneggiatura. Potendo contare su un titolo di grande richiamo, diciamo che i tre autori hanno fatto il minimo indispensabile: le canzoni di Silvestri sono piacevoli ma poco memorabili, portano avanti la trama e fanno poco altro; il libretto di Zemeckis e Gale apporta pochissime modifiche alla loro sceneggiatura, ma del resto perché dovrebbero? Il pubblico aspetta e anticipa le battute più celebri (Ronald Reagan?! L'attore?!) e va bene così. Anche se bisogna ammettere che includere nel musical le canzoni "Earth Angel", "Johnny B. Goode" e "The Power of Love" è stato un po' un autogol, dato che fanno davvero sfigurare i pezzi scritti appositamente per lo show.

Olly Dobson (Marty), Roger Bart (Doc) e la mitica DeLorean

Il musical conta sull'affetto e la simpatia degli spettatori per funzionare e fa presa sul suo pubblico composto da famiglie e da fan del film originale: si applaude l'ingresso degli amati personaggi (più che degli attori), il primo bacio, quando il bullo Biff si prende un pugno in faccia e, soprattutto, la DeLorean, la vera protagonista della serata. Lo scenografo Tim Hatley e il video designer Finn Ross hanno collaborato per creare effetti speciali sorprendenti e non c'è da sorprendersi se la macchina diventa la star dello spettacolo. La regia di John Rando, come il libretto e la colonna sonora, è divertente, semplice e poco originale; Rando favorisce lo scorrere dell'azione grazie anche all'ottima scenografia di Hatley e le simpatiche coreografie di Chris Baley.

Olly Dobson (Marty) e Hugh Coles (la versione adolescente del padre George McFly)


Il cast è bravo e spigliato, ma la produzione dà loro poco spazio di manovra dato che quello che ci si aspetta dagli attori è ricreare al meglio le performance del film. Olly Dobson nel ruolo di Marty è un ottimo cantante e un protagonista avvincente, particolarmente bravo nelle scene in cui cerca di convincere la versione adolescente del padre a trovare il coraggio di chiedere alla futura moglie di uscire. Questo anche grazie all'ottimo Hugh Coles che, pur imitando al 100% Crispin Glover del film, regala i momenti più divertenti della serata e ci regala una bella interpretazione nel ruolo di un ragazzo tanto maldestro quanto adorabile. Il veterano di Broadway Roger Bart è Doc, lo strampalato scienziato che trasforma la DeLoren in una macchina del tempo. Bart è uno dei più celebri attori comici a Broadway ma, anche se il suo carisma è innegabile, il materiale che gli è stato dato da cantare non è dei migliori. In compenso durante le sue scene è l'unico che si allontana dalle interpretazioni del film e riesce quasi a far dimenticare lo straordinario Christopher Lloyd. Molto brava anche Rosanna Hyland nel ruolo di Lorraine Baines-McFly, la futura madre di Marty: non solo i suoi tempi comici sono impeccabili, ma alla sua bella voce viene affidata l'unica canzone originale degna di nota, "Something About That Boy". 


Roger Bart è Emmett "Doc" Brown

La verità è che è inutile mettersi a sindacare sui limiti dello spettacolo, dato che ottiene esattamente il risultato sperato: intrattenere gli amanti del film presentandolo in una veste abbastanza nuova da giustificare l'esistenza dello show, ma non fino al punto da sorprendere. Back to the Future punta sulla simpatia e la nostalgia per funzionare e non fallisce. Tra il pubblico spiccano felpe dell'Hill Valley High School e l'intero foyer è stato trasformato in un centro commerciale degli anni cinquanta. La platea e le pareti della sala sono coperte da marchingegni e strumenti elettronici, così che il pubblico è completamente immerso nella fantasia propostaci dallo show. Se il risultato finale è più simile a un'attrazione di Disneyland che a un musical vero e proprio poco importa, anche se non posso fare a meno di chiedermi se la standing ovation finale fosse solo per lo show o anche per tutti i ricordi e l'affetto che nutriamo per il film.

In breve. Senza infamia e senza lode, questo adattamento musicale di Ritorno al futuro colpisce per la grande energia del cast e una macchina davvero speciale. 

★★★

venerdì 14 ottobre 2016

Kinky Boots all'Adelphi Theatre



Finalmente tornato a Londra per il nuovo anno universitario! Ed esiste un modo migliore di festeggiare che un chiassoso musical vincitore del Tony Award al miglior nuovo musical? Kinky Boots, il musical tratto dall'omonimo film di Geoff Deane e Tim Firth, si è rivelato un acclamato successo sia a Broadway che a Londra, vincendo ogni premio possibile e l'amore incondizionato del pubblico. 

Con una colonna sonora di Cyndi Lauper e libretto di Harvey Fierstein, il musical racconta di Charlie Price, l'erede di una fallimentare fabbrica di scarpe da uomo, che dopo aver conosciuto l'esuberante drag queen Lola decide di dare nuova linfa agli affari creando un nuovo tipo di stivali sexy per drag queen... gli stivali da donna infatti non sono abbastanza robusti per reggere il peso di un uomo e gli eccentrici artisti si ritrovano spesso con i tacchi spezzati. Ma Charlie dovrà scontrarsi contro i pregiudizi della sua piccola città, le lamentele della storica fidanzata Nicola e la propria diffidenza nei confronti di questa clientela così sopra le righe... alla fine Charlie supera ogni pregiudizio e grazie a Lola e alle sue "girls" ottiene un successo strepitoso alla settimana della moda di Milano.

Kinky Boots è una commedia solare e spumeggiante che, senza andare troppo nel profondo, parla dell'accettare noi stessi e gli altri. La colonna sonora è divertente anche se non particolarmente memorabile e il libretto non riesce a delineare personaggi troppo precisi. Il primo atto è esilarante e coinvolgente, nel secondo la bidimensionalità del libretto porta a dei momenti di stasi e di una certa superficialità, che esplodono in un finale sopra le righe ma che per un musical come questo può anche andare bene. Il grosso limite del libretto di Fierstein è che riesce a far ridere ogni volta che vuole, ma quando prova ad essere profondo fallisce miseramente. Jerry Mitchell ha curato sia la regia che le coreografie e mentre la prima potrebbe essere un po' più incisiva, le seconde sono veramente favolose, soprattutto nelle scene di Lola e le "girls".

I tre protagonisti in una scena del musical

Davvero ottimo il cast, capitanato da uno strepitoso e inarrestabile Matt Henry nel ruolo di Lola. Molto bravi anche l'adorabile Charlie di David Hunter e l'esilarante Laureen (il nuovo interesse amoroso di Charlie) della debuttante Elena Skye. Ma tutto il cast è davvero di primo livello, con voci fantastiche e forti personalità.

In breve. Kinky Boots è uno spettacolo leggerissimo e divertente, ottimo anche per chi non ama i musical, con eccellenti coreografie e un cast di prim'ordine. Ideale per una serata piacevole in famiglia.

½